Valutare l’impatto acustico sul territorio
La produzione di energia rinnovabile deve integrarsi nel territorio senza comprometterne la qualità ambientale. Prima di realizzare un nuovo impianto è quindi necessario comprendere il contesto in cui sarà inserito e verificare se le future sorgenti sonore potranno modificare il clima acustico esistente.
Il progetto agrivoltaico previsto in provincia di Rovigo si sviluppa su quattro campi distribuiti tra i Comuni di Stienta, Castelguglielmo, Bagnolo di Po e Trecenta, per una potenza complessiva di 117 MW. Un intervento di queste dimensioni richiedeva una valutazione estesa non soltanto alle aree di progetto, ma anche alle abitazioni e agli altri ricettori presenti nel territorio circostante.
Lo studio è iniziato ascoltando il paesaggio sonoro prima della realizzazione dell’opera. I livelli rilevati durante il monitoraggio ante operam sono diventati il riferimento per costruire il modello previsionale e stimare il contributo delle future sorgenti. In questo modo è stato possibile verificare in anticipo la compatibilità acustica dell’impianto, considerando sia il normale esercizio sia la condizione di emergenza.
01 — Caratterizzare
Conoscere il paesaggio sonoro esistente
Prima di stimare il contributo del futuro impianto era necessario conoscere il clima acustico del territorio. La campagna di monitoraggio ante operam ha interessato sei postazioni al confine delle aree di progetto e cinque ricettori abitativi, individuati tra gli edifici potenzialmente più esposti.
Il contesto analizzato è prevalentemente agricolo e scarsamente urbanizzato. La rumorosità rilevata è risultata influenzata soprattutto dall’avifauna, dalle lavorazioni agricole, dal fruscio della vegetazione e, in alcuni punti, dalla presenza di dissuasori acustici installati nei campi.
Presso i ricettori abitativi le misure sono state distribuite nelle quattro fasce del periodo diurno, così da rappresentare le variazioni del clima acustico nell’arco dell’intera giornata. I dati raccolti hanno definito lo scenario ambientale di riferimento sul quale valutare il contributo delle future sorgenti sonore.

02 — Modellare
Mettere in relazione sorgenti, territorio e ricettori
La valutazione dell’impatto acustico non dipende soltanto dalla rumorosità delle apparecchiature. La distanza dai ricettori, la conformazione del territorio, la presenza degli edifici e le caratteristiche delle superfici influenzano il modo in cui il suono si propaga nell’ambiente.
Questi elementi sono stati ricostruiti all’interno del modello previsionale insieme ai livelli residui rilevati durante il monitoraggio ante operam. Nelle posizioni definite dal progetto sono state inserite le principali sorgenti sonore dell’impianto, costituite da 14 trasformatori e 28 inverter.
Per adottare un approccio cautelativo, tutte le apparecchiature sono state considerate contemporaneamente in funzione alla massima potenza. Il modello ha così permesso di stimare il contributo acustico dell’impianto presso i confini delle aree di progetto e in corrispondenza dei ricettori abitativi più esposti.
03 — Valutare il cantiere
Prevedere l’impatto delle attività temporanee
Prima dell’entrata in esercizio dell’impianto era necessario valutare anche l’impatto acustico prodotto dalla fase di costruzione. Lo studio ha considerato separatamente la realizzazione dei quattro campi agrivoltaici e i mini-cantieri mobili previsti lungo il tracciato delle opere di connessione.
Per adottare una configurazione cautelativa, il modello ha simulato il funzionamento contemporaneo di tre squadre operative in ciascun campo, comprendendo le principali macchine di cantiere. Lungo il cavidotto sono state invece considerate una perforatrice e un mini-escavatore collocati in prossimità dei ricettori potenzialmente più esposti.
Le verifiche hanno confermato il rispetto dei limiti di emissione presso tutti i confini e la compatibilità della cantierizzazione presso la quasi totalità dei ricettori. È emersa una sola criticità direttamente attribuibile alle lavorazioni presso R3, situato in Classe acustica I, per il quale è prevista la richiesta di deroga comunale per attività temporanee. Il superamento rilevato presso R7 dipende invece dal clima acustico preesistente e non viene aggravato dal cantiere.

04 — Verificare l’esercizio
Valutare il contributo permanente dell’impianto
Terminata la fase temporanea di cantiere, l’analisi si è concentrata sull’impatto acustico dell’impianto durante il normale esercizio. Nel modello sono stati inseriti 14 trasformatori e 28 inverter, considerati contemporaneamente in funzione alla massima potenza.
Il contributo specifico previsto presso i ricettori abitativi è risultato compreso tra 9,3 e 22,9 dB(A). I livelli simulati sono stati sommati al rumore residuo misurato ante operam per verificare il rispetto dei limiti di emissione, di immissione e del criterio differenziale.
È stato analizzato anche lo scenario di emergenza, caratterizzato dall’attivazione del gruppo elettrogeno presso la stazione elettrica. Anche nella configurazione più gravosa, l’incremento rispetto al normale esercizio raggiunge al massimo 1,9 dB(A) presso le abitazioni. Tutte le verifiche previste per la fase di esercizio risultano conformi.

Il Risultato
La valutazione di impatto acustico ha seguito il progetto nelle sue diverse fasi, partendo dalla caratterizzazione del paesaggio sonoro esistente e distinguendo gli effetti temporanei della costruzione dal contributo permanente dell’impianto in esercizio.
La fase di cantiere risulta compatibile con il contesto territoriale presso la quasi totalità dei ricettori. La simulazione ha permesso di individuare preventivamente la criticità localizzata presso R3 e di definire la necessità di una deroga per attività temporanee, evitando che tale condizione emergesse soltanto durante l’esecuzione dei lavori.
Durante l’esercizio, il contributo delle apparecchiature rimane contenuto e tutte le verifiche risultano conformi anche considerando il funzionamento simultaneo delle sorgenti e lo scenario di emergenza. Lo studio ha quindi trasformato la valutazione acustica in uno strumento di prevenzione ambientale, capace di accompagnare il progetto dalla cantierizzazione alla futura operatività dell’impianto.




