Misurare prima dell’esercizio
Prima della realizzazione di una nuova infrastruttura energetica è necessario conoscere il campo elettromagnetico già presente nel territorio. Solo partendo da uno scenario iniziale misurato è possibile distinguere il contributo delle sorgenti esistenti da quello che potrà essere associato alle future opere elettriche.
Per il nuovo impianto agrivoltaico e le relative opere di connessione è stata quindi condotta una campagna ante operam dedicata ai campi elettrici e magnetici alla frequenza industriale di 50 Hz. Due postazioni sono state monitorate in continuo per 24 ore, costruendo una baseline tecnica destinata al confronto con la successiva fase di esercizio.
01 — Osservare
Leggere il territorio prima delle misure
La campagna è iniziata con la ricognizione delle sorgenti elettriche esistenti e delle caratteristiche dei luoghi attraversati dalle future opere di connessione. La presenza di infrastrutture già attive e di possibili parallelismi lungo il tracciato richiedeva punti di misura capaci di descrivere in modo rappresentativo il fondo elettromagnetico.
Le due postazioni sono state definite considerando la prossimità al tracciato, la possibile frequentazione dei luoghi, la sicurezza della strumentazione e la possibilità di acquisire dati senza interferenze significative.

02 — Misurare
Seguire l’andamento per ventiquattro ore
In ciascuna postazione è stata installata una sonda isotropica a 1,80 m dal piano di riferimento, collegata a un analizzatore per campi a bassa frequenza. La strumentazione, sottoposta a taratura, ha registrato ogni secondo i valori efficaci RMS del campo elettrico e dell’induzione magnetica.
L’acquisizione continuativa di 24 ore ha permesso di cogliere le variazioni temporali delle grandezze e di individuare eventuali anomalie, interferenze, saturazioni o interruzioni. L’incertezza estesa associata ai risultati è stata valutata pari al 10%, con fattore di copertura k = 2.

03 — Analizzare
Dal dato continuo agli indicatori di verifica
Le registrazioni sono state controllate e organizzate per determinare, in entrambe le postazioni, il valore massimo efficace e la mediana sulle 24 ore. Il primo descrive il livello più elevato rilevato durante la campagna; la mediana restituisce invece un indicatore rappresentativo dell’esposizione prolungata.
I risultati si riferiscono alle effettive finestre temporali monitorate. Non sono stati normalizzati rispetto ai carichi elettrici né estrapolati all’intero anno, mantenendo così la corretta tracciabilità e interpretazione del dato misurato.

04 — Confrontare
Verificare i dati e costruire la baseline
I valori sono stati confrontati con il quadro nazionale per la protezione della popolazione dai campi elettrici e magnetici generati dagli elettrodotti a 50 Hz. La verifica ha considerato il limite di esposizione di 5 kV/m per il campo elettrico, il limite di 100 µT per l’induzione magnetica e i riferimenti di 10 µT e 3 µT per la mediana nelle 24 ore.
In entrambe le postazioni i valori massimi sono risultati inferiori ai limiti di esposizione. Anche la mediana dell’induzione magnetica, pari a 0,093 µT, si colloca ampiamente al di sotto dei riferimenti considerati. Il dato ante operam diventa così il termine oggettivo con cui confrontare il futuro monitoraggio post operam.

Il Risultato
La campagna ha restituito un quadro misurato e verificabile dello scenario elettromagnetico precedente alla realizzazione dell’impianto. Il risultato non è soltanto la conformità dei valori rilevati, ma la disponibilità di una baseline costruita con postazioni tracciabili, acquisizioni continuative, strumentazione tarata e criteri di analisi definiti.
Quando l’infrastruttura entrerà in esercizio, il confronto con questo riferimento permetterà di valutare su basi oggettive eventuali variazioni del campo elettrico e dell’induzione magnetica. Il monitoraggio ante operam diventa quindi uno strumento di controllo ambientale, capace di collegare le diverse fasi del progetto attraverso dati confrontabili.

